Diario di Viaggio,  MyPo's Word,  Racconti dei viaggi,  Who is Po?

Barcellona: diario di viaggio

Eccomi qui! Tornata a Milano dopo 4 giorni a Barcellona!

Sì, anche io mi chiedo il perché sia dovuta tornare, ma si sa ogni cosa bella ha una fine, anche se vorrei davvero sapere chi è il genio che lo ha deciso.

Comunque torniamo al viaggio.
Direi che Barcelona è una città magica, ricca di colori e di arte.

Se ne avete la possibilità andateci!

Il viaggio inizia mercoledì mattina all’aeroporto di Orio al Serio con Pintus…MINCHIA PINTUSSS!!!
Compagna di viaggio è stata la mia migliore amica Giulia, che da un bel po’ ha un # tutto suo: giuliate, indica l’aver fatto una cazzata laddove non sembrava possibile farla.

Arrivate a destinazione abbiamo appoggiato le valige nell’appartamento affittato, abbiamo pranzato  e siamo andate alla Sagrada Familia. Da fuori oltre alla maestosità dell’opera si avverte una sensazione di tenebre, una volta entrati invece si viene completamente travolti da queste vetrate colorate che rendono l’interno un arcobaleno perenne.

Seconda tappa è stata casa Batllò. Non trovo le parole per descrivere le forme e i colori che Gaudì è riuscito a realizzare in questa dimora in cui tutto ricorda il mondo acquatico.
Nel 2005 è stata dichiarata patrimonio dell’UNESCO e, anche se il prezzo è leggermente alto, la consiglio vivamente! Ne vale davvero la pena!

Il giorno dopo Arc de Trionf con il bellissimo Parc de la Ciutadella, Museo di Picasso, Catedral de la Santa Creu i Santa Eulàlia nel quartiere gotico della città.

Ovviamente nulla a che vedere con la Sagrada, è uno stile diverso concepito in un’epoca diversa ma questo non significa sia meno bella! Per mio gusto personale l’ho trovata qualcosa di già visto al contrario dell’opera di Gaudì che è qualcosa di innovativo e mai provato prima.

Ci siamo fermate anche al Mercat de la Boqueria o Mercat de Sant Josep. Siamo state travolte dai colori, dai profumi e dai gusti decisi di un mercato che ricorda le origini e le tradizioni della città.

La sera siamo andate a mangiarci un’ottima Paella sulla Rambla!

Per muoverci abbiamo usato Cabify, un servizio di “Taxi” simil Uber, comodissimo, pulitissimo. Basta iscriversi al loro sito e scaricare l’APP.
Abbiamo preferito Cabify ai mezzi pubblici un po’ per pigrizia e un po’ perché alla fine conveniva anche dal punto di vista economico.

Terzo giorno Piazza di Spagna, le Torri Veneziane, il Parc de Monijuc dove la Fontana Magica era spenta (che amarezza), il museo archeologico, quello navale e l’acquario.
Su quest’ultima tappa voglio aprire una parentesi: costa 20€ ma non ha nulla a che fare con quello di Genova. Poche vasche in cui i pesci sono stipati, si visita in nemmeno 45 minuti e l’unica cosa bella è il corridoio tra le vasche.
Potete benissimo farne a meno.

Abbiamo fatto un giro alla Barceloneta, andateci solo per vedere i surfisti mie care amiche!

L’ultimo giorno Parque Guell di cui mi sono follemente innamorata.

Barcellona è una città che sorprende, ha le sue regole. Puoi trovare artisti ad ogni angolo, come quelli che fanno le bolle e ti fanno tornare bambina.

Barcellona è ricca di colori, ma non solo quelli dei suoi mercati, delle sue case, dei suoi vicoli, ma anche delle persone.
È una città da vivere.
È una città che ispira.
È una città che mi lasciato dentro tanto e in poco tempo mi ha un pochettino cambiata, come ogni viaggio.

Visitatela!

Paola, classe 1994, milanese DOS (denominazione origine stressata). Divoratrice di libri, dipendente da serie tv e film. Petulante agonistica e polemica per necessità.

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *