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Un classico da leggere: Il grande Gatsby

« La sua vita era stata confusa e disordinata… Ma se poteva ritornare a un certo punto di partenza e ricominciare lentamente tutto da capo, sarebbe riuscito a scoprire qual era la cosa che cercava. »
il-grande-gatsby-il-trailer-ufficiale-italiano-hdQuesta è una delle frasi che troviamo all’interno de Il Grande Gatsby scritto da F. S. Fitzgerald edito a New York il 10 aprile del 1925.
Molti lo conosceranno per il film con Leonardo di Caprio, ma l’opera è molto di più.
Ambientato tra New York e Long Island durante l’estate del 1922, Il Grande Gatsby è il quadro che meglio descrive l’età del jazz, con le sue contraddizioni, il suo vittimismo, la sua teatralità e il suo eccesso. La storia, può essere considerata l’autobiografia spirituale di Fitzgerald che, ad un certo punto della sua vita, dopo aver chiuso con l’alcool e con le donne, decide di capire in quale momento la sua vita si è abissata al punto tale di toccare il fondo.
La storia viene raccontata da uno dei personaggi: Nick, opposto dell’eccessivo e al limite del legale Gatsby. Il narratore è un personaggio che cerca di seguire la morale e di vivere in maniera modesta e non pretenziosa. A Gatsby però riconosce un fascino romantico, forse dettato dall’amore non corrisposto di Daisy, cugina di Nick e sposata con un uomo che la tradisce, o semplicemente è sensibile alle promesse della vita.
Il rapporto tra Daisy e Gatsby sarà solo un’illusione per quest’ultimo, spererà che lei corra da lui per amarsi e per vivere quella passione che divampa in lui ogni volta che la vede o pensa, ma la realtà è che il passato non si deve ripetere, deve rimanere passato come dirà Nick.
Il tema ricorrente è quello della caduta della società e dei miti che l’hanno costruita a favore di una nuova insicura e autodistruttiva. È il ritratto di quella società che pochi anni dopo si ritroverà a dover affrontare la crisi economica del 1929.
Perché leggerlo?
Bisognerebbe leggerlo, perché secondo me è il miglior romanza che descrive l’America di quegli anni: il proibizionismo, i sentimenti portati al limite, i personaggi eccentrici, ma reali lo rendono un’opera importante per chiunque ami leggere.
Le descrizioni delle feste, delle emozioni e degli stessi personaggi ci catapultano in un mondo diverso, folle e totalmente ammaliante.
Io mi sono innamorata delle atmosfere descritte da Fitzgerald, ho provato compassione e solidarietà per l’amore non corrisposto di Gatsby e ho annuito a più di metà delle frasi di Nick perché si adattano perfettamente a quella che può essere una riflessione sul presente.
Importante è segnalare che ben nascosta (ma forse nemmeno tanto) possiamo trovare delle note autobiografiche dell’autore: il rapporto con gli alcolici e il matrimonio infelice che viveva.
Lo avete letto?
Avete preferito il film?
Fatemi sapere cosa ne pensate e magari condividetelo!
A presto 🙂

Paola, classe 1994, milanese DOS (denominazione origine stressata). Divoratrice di libri, dipendente da serie tv e film. Petulante agonistica e polemica per necessità.

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