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"Di nessuno" di Simona Mangiapelo

Buongiorno amici lettori!
Oggi vi parlo di un titolo AlterEgo assolutamente da non perdere: mi riferisco a Di nessuno di Simona Mangiapelo.

Si può diventare allo stesso tempo vittime e carnefici di se stessi? È possibile dannarsi per un po’ di felicità? E si può davvero essere felici? Certo che si può, se ci si convince che l’unico modo per farlo sia rinunciare alla propria famiglia, tradirla, ingannarla, per vivere una passione mai provata prima. In un attimo Elisa perde il controllo. Alessandro le entra nel cuore, in testa, nel corpo. E ben presto nulla avrà più senso, se non le mani, il respiro, la bocca di lui su di sé. Ma ci sono cose che Elisa non sa, e sono tante, e sono tremende. E le scoprirà nel peggiore dei modi. Perché alla violenza risponderà con violenza, e al dolore con altro dolore. Per poi ricominciare, proprio da dove tutto era stato interrotto.

Elisa ha sofferto molto nella vita ma ad un certo punto sembrava che si fosse ripresa la sua rivincita: due figli, un marito che la ama e una piccola libreria. Sembra felice fino all’arrivo di Alessandro direttamente dal suo passato. Una folle passione li travolge fino a quando le maschere non cadranno e la verità verrà svelata.
Chi mi segue su Instagram sa che ultimamente ho una predilezione per i romanzi con figure femminili contrastanti ma comunque molto forti: Elisa è esattamente quel tipo di personaggio all’inizio non riuscivo a provare empatia per lei alla fine, però, mi sono completamente immedesimata e continuavo a pensare “Al suo posto farei lo stesso”.
Una storia dallo stile duro e crudo, non ci sono mezzi termini per descrivere le varie situazioni. Elisa è caratterizzata alla perfezione: dalle piccole manie, come stringere i pugni quando mente, ai suoi pensieri. Cerca la sua indipendenza, un briciolo di felicità che in realtà ha già ma che non riesce ad apprezzare creandosi così la sua stessa trappola.
Da classica donna che prende la sbandata per un uomo che non è suo marito riesce a stravolgere i ruoli e a riprendersi la sua vita.
Mi è piaciuto come già detto per la protagonista e perchè non è un romanzo politicamente corretto: le colpe di ogni personaggio sono evidenti e giudicabili nel peggiore dei modi, ma hanno creato in me un senso di pietà. Ho trovato in oltre un sottofondo di genere thriller perchè il ritmo della narrazione diventa più frenetico e dalle tinte nere con l’andare avanti nella lettura fino all’epilogo.
Consigliato a chi come me ama i personaggi veri, quelli dalle mille facce e sfumature.
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Paola, classe 1994, milanese DOS (denominazione origine stressata). Divoratrice di libri, dipendente da serie tv e film. Petulante agonistica e polemica per necessità.

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