Un libro per ogni ospite

“Pomodori verdi fritti al caffè di Whistle Stop” di Fannie Flag 

Di Tiziana Ricci

Inizio con questo post una serie di recensioni dedicate ai libri della scrittrice americana Fanni Flag (vero nome Patricia Neal)- dichiaratamente omosessuale e nei suoi romanzi, infatti, è possibile trovare vari riferimenti a situazioni, personaggi e relazioni LGBT.

Parto dal romanzo “Pomodori verdi fritti al caffè di Whistle Stop” del 1987, da cui è stato tratto il film del 1991 “Pomodori verdi fritti alla fermata del treno” – alla cui sceneggiatura ha partecipato la stessa autrice. 

Ho letto questo libro dietro suggerimento di un’altra blogger, nonostante ne conoscessi già la storia, grazie al film visto da ragazza e rivisto casualmente di recente.

Trama

Il romanzo si sviluppa in un’isolata località dell’Alabama con una triplice narrazione parallela e diversi salti temporali, come un viaggio nel tempo: una parte viene narrata dalla signora Dot Weems e racconta gli avvenimenti principali avvenuti in città, e spesso anche nelle case dei suoi cittadini, dal 1929 al 1969 nel “Bollettino di Whistle Stop”; una parte, che è poi quella predominante e raccontata ai giorni nostri (1985), si dipana attraverso gli aneddoti che l’anziana signora Threadgoode, Ninny, narra all’amica Evelyn Couch (depressa, affamata e con una vita per niente soddisfacente), raccontando la storia d’amore tra Ruth, dolce e riservata, e Idgie, temeraria e intraprendente; un’ultima parte, infine, è ambientata a Whistle Stop ed aiuta ad integrare i racconti fatti dalla signora Ninny. Attraverso questi racconti emerge una società degli anni Trenta-Quaranta americana che, pur cominciando a cambiare, fatica ancora ad accettare la popolazione nera al di fuori dell’ottica della servitù.

Luoghi

E’ proprio intorno al caffè di Whistle Stop di Idgie e Ruth, situato vicino ai binari del treno nel profondo sud degli Stati Uniti, che si svolge tutta la storia: stravaganti sognatori, poetici banditi, vittime della Grande Depressione, barboni e neri trovano conforto in Idgie e Ruth, che non negano mai un pasto caldo a nessuno, e per questo arrivando quasi allo scontro addirittura con il Ku Klux Klan locale.

Temi e stile

Diversi i temi affrontati lungo tutto il romanzo con maestria e leggerezza dall’autrice: odio razziale, invalidità, omosessualità, vagabondaggio, solitudine, disparità nei sessi, eutanasia, solidarietà.

La scrittura di Fannie Flag conquista: rende unici e vivi i personaggi descritti, affianca alla loro drammaticità un humour irripetibile, facendo rivivere al lettore l’atmosfera, i luoghi e le strade impolverate della Whistle Stop anni Trenta e dando la sensazione di fare parte del romanzo stesso.

E’ difficile, alla fine della lettura, lasciar andare il romanzo: negli ultimi capitoli, nel momento in cui Whistle Stop piano piano si dilegua, i personaggi svaniscono ed il racconto volge al termine, si prova nostalgia e tristezza, perché Whistle Stop è un mondo che ti penetra e che si fa fatica a salutare.

 

Ora, non vedo l’ora di leggere gli altri romanzi di Fannie Flag!

 

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