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“Le tre bambine” di Jane Corry

Le tre bambine di Jane Corry edito da Piemme è un thriller che racconta la storia di due sorelle opposte in tutto: Alison, insegnante d’arte, e Kitty, prigioniera di un letto.

Le giovani sembrano avere in comune  solo la madre, in realtà sono legate da dei segreti inconfessabili.

Ringrazio la casa editrice per l’omaggio della copia cartacea dell’opera.

Trama

Vetrate artistiche. È una delle passioni di Alison, una delle cose che sa fare meglio e che ama insegnare agli studenti dei suoi corsi d’arte in un college di Londra. Corsi con cui riesce a malapena a sbarcare il lunario. Forse per questo, quando un giorno vede l’annuncio di un lavoro come insegnante d’arte in una prigione maschile, spinta da un richiamo che neanche lei capisce fino in fondo, decide di candidarsi e, quando le offrono il posto, accetta. Molto presto, però, comincia a ricevere strani messaggi, i messaggi di qualcuno che sembra osservare ogni sua mossa…

Urlare, scappare. È quello che vorrebbe fare Kitty in ogni momento della sua giornata, ma i danni al cervello che ha riportato in un incidente di molti anni fa glielo impediscono. Vive in un istituto, costretta su una sedia a rotelle, non sa che cosa le sia successo, cosa l’abbia portata fin lì. Ma i pensieri, dentro il suo cervello bloccato, sono chiarissimi, e adesso che anche la memoria sta tornando certe immagini riaffiorano più potenti che mai…
C’è qualcuno là fuori che conosce il segreto di Alison, e anche quello di Kitty. Qualcuno che sa che nulla delle loro vite è davvero come sembra. Qualcuno che conosce il legame tra loro. Un legame vecchio di molti anni, che nulla potrà mai spezzare. Perché c’è qualcosa di cui solo loro due sono a conoscenza, il demone che entrambe, ora, dovranno affrontare.

 

Personaggi

Alison: amante e insegnate d’arte che nasconde molti segreti. Costretta a insegnare in una prigione scopre ben presto di essere “un’osservata speciale” all’interno del cemento armato. Rivive continuamente il suo trauma provocandosi ferite fisiche e sentendo la mancanza di quel padre che non ha mai potuto conoscere.

Kitty invece vive la sua punizione: da essere l’incubo di Alison a non potersi esprimere. Lei che ha in qualche modo avuto tutto, dopo l’incidente si vede togliere ogni cosa diventando impotente spettatrice del tempo che passa e dei suoi pensieri.

Due ragazze che risultano entrambe prigioniere della loro stessa mente, del loro passato.

 

Stile

Un continuo cambio di narratore: il punto di vista passa da Alison a Kitty raccontando i loro pensieri, la loro situazione, le loro paure. Una scelta che risulta vincente soprattutto per il personaggio di Kitty che mostra i suoi disagi, la sua vita da prigioniera. In qualche modo sta vivendo il suo contrappasso: dall’essere una bambina vivace che se la prendeva con Alison a non poter far niente.

L’autrice riesce a trasmettere angoscia non solo per la situazione fisica di Kitty ma anche, e soprattutto, alle paure di Alison: all’apparenza tranquilla e dolce in realtà con un oscuro segreto e autolesionista.

Tra passato e presente la storia evolve fino ad arrivare al finale: inaspettato.

Corry riesce a portare il lettore dove vuole lei e sorprendendolo con un colpo di scena proprio quando la verità sembrava ormai chiara.

 

Conclusioni

Un buon thriller psicologico secondo me: i meccanismi che vengono mostrati sono molto semplici all’apparenza e piano piano si “complicano” per dare vita a un romanzo dalle mille sfumature. I continui “inganni” che l’autrice pone sulla strada del lettore aiutano la lettura che diventa la necessità di conoscere la verità.

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Non mi resta che augurarvi una buona lettura.

 

Paola, classe 1994, milanese DOS (denominazione origine stressata). Divoratrice di libri, dipendente da serie tv e film. Petulante agonistica e polemica per necessità.

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