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“…Che Dio perdona tutti” di Pif

…Che Dio perdona tutti è l’esordio letterario di Pif edito da Feltrinelli editore. Un libro che nasce da una domanda “ma io quanto sono cristiano?”.

Ho avuto la fortuna di incontrare l’autore alla RED Feltrinelli in zona Brera a Milano il 10 novembre ad un evento organizzato dalla casa editrice che mi ha omaggiata della copia cartacea. Da oggi potrete acquistarla anche voi in tutte le librerie. 

 

Trama

Arturo è un trentacinquenne, non ha ancora una fidanzata e fa l’agente immobiliare. Il suo principale obiettivo nella vita è mantenere immutato lo stato delle cose. Ha poche passioni che condivide con gli amici di sempre. La più importante e irrinunciabile è il cibo: famoso per la sua pignoleria gastronomica, gli amici spesso si fanno il segno della croce quando al ristorante è il suo turno di ordinare. Arturo ricambia la loro tolleranza, immolandosi come portiere per le partite di calcetto. Questa è la sua routine, fino al giorno in cui entra in scena Lei: la figlia del proprietario della pasticceria che fa le iris più buone di Palermo, il dolce preferito di Arturo. E in un istante diventa la donna dei suoi sogni.
Sveglia, intraprendente, ma anche molto cattolica, Lei sulla religione ha la stessa pignoleria di Arturo sui dolci. È proprio così che lui la conquista, sostituendo l’uomo che ha il compito di interpretare Gesù durante una Via Crucis. Quel giorno è per Arturo un vero calvario, perché durante il tragitto si accorge di avere dimenticato qualsiasi nozione della religione cattolica e sbaglia tutto, dando vita a una rappresentazione ai limiti del blasfemo. Ciò nonostante, Lei si innamora e per un periodo felice i due stanno insieme, senza che lei si accorga della sua indifferenza religiosa né, tanto meno, senza che Arturo la confessi…

Questo precario equilibrio, fatto di verità non dette e risposte liturgiche mezzo inventate e mezzo bofonchiate, non può durare: quando Lei si accorge della freddezza cattolica del compagno, la loro vita di coppia esplode. Per qualche giorno lui para i colpi, ma poi, un po’ per sfinimento e un po’ per provocazione, decide di applicare alla lettera le regole e gli insegnamenti del cristianesimo, di praticare la parola di papa Francesco. Per tre settimane.
Quella che mette in pratica è una vera e propria rivoluzione che cambierà la vita di tutti, rivelando a Lei e alle perso­ne che gli stanno intorno, amici e colleghi inclusi, la natura profonda e dimenticata del cristianesimo. Una verità molto scomoda, come Arturo avrà presto modo di scoprire.

 

Personaggi

Arturo, il protagonista, è un ragazzo come tanti: cresciuto senza porsi grande domande sulla fede. Quella era e quella si seguiva, arrivando a trent’anni senza pensarci. Sarà Flora a costringerlo ad avvicinarsi alla fede. Lui però lo fa per provocare una reazione, per mostrare che anche essere perfetti cristiani ha il suo lato negativo. Tra episodi divertenti e altri in cui mi sono ritrovata si vedrà che di quell’educazione cristiano cattolica ognuno di noi porta qualcosa con sé, spesso il senso di colpa.

Arturo e Flora non sono gli stessi dei film di Pif, ma come ci ha raccontato lui nascono da una foto di sua nipote e del figlio di una sua carissima amica che cerca di baciare le bambina che si gira. Flora e Arturo.

 

Stile

Si sente che è scritto da Pif, come in La mafia uccide solo d’estate, suo esordio cinematografico, sembra di avere la sua voce fuori campo che racconta quello che sta accadendo. L’uso della prima persona secondo me vuole mostrare un legame tra lui e Arturo e sulla loro scelta consapevole di essersi allontananti dalla chiesa. Scorrevolissimo, semplice e presenta pochissimi dialettalismi, ma molti riferimenti gastronomici. Uno stile vivace che racconta le ipocrisie in cui spesso viviamo: essere cristiani praticanti non significa andare a messa tutte le domeniche e non farlo non ci rende dei pessimi cittadini. Questo è quello che Arturo, e Pif, dimostrano con grande intelligenza e ironia.

 

Conclusione

Io le scuole le ho fatte dalle suore: liceo dalle salesiane. Ho frequentato l’oratorio.

Da quattro anni però ho preso le distanze maturando la consapevolezza che ciò non fa di me una persona a metà, che questo non mi renderà una cattiva persona e che di quegli anni qualcosa di positivo me lo porterò ancora dietro.

Le domande sono tante ancora e vedere che un autore le affronta con tanta ironia e leggerezza senza banalizzarle è stato sentirmi più leggere durante la lettura.

Adatto a chiunque è un libro che mi sento di consigliare a chi sta maturando una scelta del genere.

Paola, classe 1994, milanese DOS (denominazione origine stressata). Divoratrice di libri, dipendente da serie tv e film. Petulante agonistica e polemica per necessità.

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