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“Buongiorno, mezzanotte” di Jean Rhys

Buongiorno, mezzanotte di Jean Rhys edito da Adelphi è forse il romanzo che più a segnato e raccontato la vita dell’autrice stessa.  Il titolo si ispira a una raccolta di poesie di Emily Dickinson e mostra delle profonde analogie tra l’autrice e la sua protagonista.

 

Trama
Ph: Paola Calefato

Nella Parigi degli anni Trenta, dove ogni alberghetto è uguale all’altro e ogni café può celare un nuovo, tormentoso incontro, una donna che scopre di non essere più giovane insegna a se stessa l’arte del distacco. E Londra, dove presto dovrà tornare, non le riserva niente di meglio: «Perché non ti sei annegata nella Senna?» le domanda l’ultimo parente che sembrava disposto a occuparsi di lei. Per Sasha, ormai, si tratta solo di dimenticarsi «dei vicoli bui, dei fiumi bui, del dolore, della lotta», delle «voci che loro usano come pugnali». E quando i giorni e le notti si fanno ancora più solitari e desolati, c’è un unico modo per sopravvivere alla sua caparbia, febbrile perdizione: «Soprattutto non piangere in pubblico, e se possibile nemmeno in privato». Meglio tingersi subito i capelli di biondo cenere e correre all’appuntamento con quello strano gigolò dalla nazionalità indecifrabile e la lunga cicatrice che gli attraversa la gola.

 

Personaggi

Sasha, la protagonista, è una donna persa nel suo dolore: ha vissuto una vita di eccessi e di sentimenti totalizzanti che ora si riversano in una disperazione annegata nell’alcool e nell’ostentare quello che non è più. Il bisogno disperato di denaro e la paura di essere usata portano Sasha a contemplare l’idea di suicidarsi. Parigi non allieva le sue ferite e sembra riaprirle ogni notte, ad ogni caffè, ad ogni sguardo che la donna lancia sulla città. Un personaggio complesso e oscuro che sembra semplicemente perso nella sua incapacità di reagire ma che nasconde un passato di sofferenze e tormenti.

Pubblicato nel 1939 questo romanzo mostra una protagonista scioccante per l’epoca: una donna che parla di alcolismo, suicido, depressione post partum non era convenzionale, anzi era una vera e propria voce fuori dal coro.

È un personaggio che svuota il lettore e lo riempie di angoscia, non si fatica a credere dunque che sia stato molto complesso da raccontare e che in qualche modo abbia bloccato la produzione di Jean Rhys fino al 1966. Non è mai facile raccontarsi, soprattutto in aspetti così intimi.

 

Stile

Il racconto di una Parigi a tratti anonima: ogni bar è uguale all’altro e in ognuno Sasha non si ritrova. Una narrazione che racchiude le angosce di chi scrive e della sua protagonista mostrandole e facendole vivere al lettore che si ritrova immerso in una lettura forte e con il desiderio di salvare Sasha da se stessa.

 

 

Conclusione

È stata una lettura da cui ho avuto bisogno di riprendermi perchè non è facile entrare in empatia con un personaggio simile e credo che se non lo si faccia non si possa apprezzare a pieno quest’opera.

Consigliato a chi ama i personaggi tormentati e maledetti: è la storia di una vita e come tale va letta e rispettata. Per leggere Buongiorno, mezzanotte lasciate fuori i pregiudizi e non giudicate Sasha ma cercate di capire il perchè del suo tormento.

 

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Non mi resta che augurarvi una buona lettura.

 

Paola, classe 1994, milanese DOS (denominazione origine stressata). Divoratrice di libri, dipendente da serie tv e film. Petulante agonistica e polemica per necessità.

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