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“Leonardo. Il romanzo di un genio ribelle” di Massimo Polidoro

Leonardo. Il romanzo di un genio ribelle di Massimo Polidoro edito da Piemme è il primo romanzo ad aprire l’anniversario dei 500 anni dalla morte di Leonardo da Vinci che si terrà nel 2019.

Non è una biografia, bensì il racconto del grande genio vissuto da uno dei suoi allievi: Francesco da Melzo.

L’autore ha spiegato questa scelta come omaggio ad Umberto Eco a cui dedica anche il libro.

La prefazione invece è affidata a Piero Angela.

Ringrazio la casa editrice per l’invio della copia digitale e per l’invito all’incontro che si è tenuto il 22 novembre con l’autore.

Di questo incontro e dell’intervista che ne è nata vi parlerò nei prossimi giorni.

 

Trama

È l’alba del XVI secolo. L’Italia è divisa in una miriade di regni litigiosi e incapaci di opporsi alle mire delle grandi potenze. Tra quelle corti soggette ai capricci della guerra si aggira un personaggio bizzarro e affascinante, che sembra uscito dalla penna di uno scrittore. È un pittore e scultore che come nessun altro riesce a catturare l’anima di ciò che raffigura. È un inventore in grado di concepire monumenti di prodigiosa bellezza, architetture così ardite da superare ogni immaginazione, macchine belliche che sembrano provenire da un futuro lontano. È uno scienziato che di ogni fenomeno dell’universo vuole indagare i meccanismi profondi: il moto dei pianeti, dell’aria e dell’acqua, il volo degli uccelli, il corpo umano. Quasi non esiste disciplina in cui non dimostri una maestria senza pari. Si chiama Leonardo da Vinci. Intorno al suo nome fioriranno leggende, miti, storie fantastiche. Eppure, sono ancora molti gli enigmi e le zone d’ombra nella sua biografia. Servirebbe una macchina del tempo o lo sguardo di un testimone oculare, per poter finalmente risolvere il rompicapo di colui che da secoli rappresenta, nell’immaginario comune dell’umanità, l’incarnazione del Rinascimento.

 

 

Stile e struttura

Francesco da Melzo è il nostro narratore: colui che mette insieme i pezzetti della vita del grande e geniale Leonardo. L’ho trovato un po’ una personificazione dell’autore che ha dovuto mettere insieme i pezzi di quel poco che conosciamo sulla vita privata del grande genio. Sicuramente da queste pagine esce fuori l’uomo Leonardo: ossessionato dalla perfezione e dalla competizione con Bonarotti. Esce l’uomo riservato che non mostra la sua omosessualità per paura di ripercussioni. Tutto questo emerge dagli occhi di chi lo ha ammirato senza divinizzarlo. Colui che vede la sofferenza di Leonardo per il Cenacolo di Santa Maria delle Grazie destinato a distruggersi.

Leonardo è una delle figure più misteriose della storia: un uomo diviso tra i suoi studi, possibili solo se al servizio di un signore, e la natura. Un uomo che ama talmente tanto da sottostare ai capricci di Salai, uno dei suoi apprendisti. Un uomo che abbiamo dimenticato essere tale per ricordarci solo il genio.

Massimo Polidoro da così vita a un romanzo adatto a tutti coloro che vogliono conoscere di più questa figura geniale e allo stesso tempo a chi si vuole approcciare a piccoli passi a un uomo che ha sicuramente cambiato la storia e di cui storia si intreccia a quella del Rinascimento, non solo italiano.

Capitoli molto brevi che alleggeriscono la trama dando modo al lettore di fare qualche congettura personale.

Ho apprezzato molto le note presenti perchè aiutano chi, come me, ha studiato Leonardo dal punto di vista artistico e poco storico rischiando così di perdersi negli spostamenti e negli avvenimenti.

 

 

Conclusioni

Un romanzo che a me è piaciuto molto e che credo, e spero, di vedere tra i vostri regali di Natale perchè mostra veramente un uomo che per quanto geniale si dimostra umano e fragile. Consigliato a chi è rimasto affascinato da uno dei più grandi artisti e geni che la storia abbia mai visto. 

 

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Non mi resta che augurarvi una buona lettura.

Paola, classe 1994, milanese DOS (denominazione origine stressata). Divoratrice di libri, dipendente da serie tv e film. Petulante agonistica e polemica per necessità.

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