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“L’emporio dei piccoli miracoli” di Keigo Higashino

L’emporio dei piccoli miracoli di Keigo Higashino edito da Sperling è una favola per adulti. La dolcezza e la saggezza tradizionale giapponese si fondono per dare vita ad un romanzo che racconta di come il bene genera bene.

Tra viaggi del tempo, amori, sofferenza e quattro ladruncoli vivremo una storia che con questa atmosfera natalizia fa riscoprire l’idea di un mondo in cui ci può essere ancora speranza.

 

Trama

L’emporio dei piccoli miracoli inizia con tre ladruncoli pasticcioni, Shōta, Kōhei e Atsuya, che dopo aver svaligiato una casa in campagna sono costretti a rifugiarsi in un vecchio negozio abbandonanto,  l’Emporio Namiya. Nel cuore della notte però una lettera viene fatta passare sotto la serranda del negozio: una richiesta di aiuto indirizzata all’anziano padrone dell’emporio. Un uomo che in passato era diventato molto famoso proprio grazie ai suoi consigli. I tre decidono di rispondere e si rendono conto che quella lettera arriva dal 1979, trent’anni prima del loro presente. Le lettere aumentano e i ladri, ormai coinvolti in quella assurda macchina del tempo si renderanno conto che aiutare gli altri aiuta anche noi stessi.

 

 

Stile e personaggi

Il narratore è onnisciente e lascia il racconto solo quando arrivano le lettere: lì è il dolore di chi si rivolge all’Emporio Namiya a raccontarsi.

La storia è divisa in cinque parti a loro volta suddivisi in capitoli: questo, a mio avviso, aiuta la lettura di questo romanzo perchè da delle pause naturali che servono per capire la morale sottile che Keigo Higashino vuole far arrivare: non importa chi tu sia o cosa tu abbia fatto, puoi comunque con un piccolo gesto cambiare la vita delle persone che incroci.

I tre protagonisti Shōta, Kōhei e Atsuya sono tre emarginati: ladri, abbandonati a loro stessi con poco amore nelle loro vite. Ne L’emporio dei piccoli miracoli si scoprono generosi, necessari, utili. Scoprono che c’è un altro modo di vivere oltre a quella che è la loro normalità. Crescono in una notte rendendosi conto che aiutare gli altri da loro più soddisfazione che possedere oggetti materiali. In quella notte i tre hanno imparato ad assumersi le proprie responsabilità e che piccoli gesti arricchiscono di più di tutto l’oro del mondo.

 

 

Conclusioni

Una bella storia da sotto l’albero in cui si ritrova la speranza nel genere umano che, ammettiamolo, spesso è ai minimi storici. Mi sono emozionata nel leggere come a volte sia più facile raccontarsi a uno sconosciuto piuttosto che alle persone che ci circondano. Un romanzo che definirei delicato per il tatto nell’affrontare temi come l’abbandono, la morte, la malattia.

Consigliato a chi ha bisogno di riscoprire un po’ di speranza.

 

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Non mi resta che augurarvi una buona lettura.

 

 

Paola, classe 1994, milanese DOS (denominazione origine stressata). Divoratrice di libri, dipendente da serie tv e film. Petulante agonistica e polemica per necessità.

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