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“Nel cuore della notte” di Rebecca West

In tutte le librerie da oggi il secondo volume della saga famigliare di Rebecca West: Nel cuore della notte. Come La famiglia Aubrey anche questo nuovo romanzo è edito da Fazi.

Una famiglia molto particolare che si sta riprendendo dalla fuga del padre e che si prepara ad affrontare la Prima Guerra Mondiale. Preparate litri di tè e immergetevi nelle in questa famiglia di fine Ottocento.

Trama

È trascorso qualche anno da quando abbiamo salutato la famiglia Aubrey. Le bambine non sono più tali: i corsetti e gli abiti si sono fatti più attillati, le acconciature più sofisticate; l’ozio delle giornate estive è solo un ricordo. Oggi le Aubrey sono giovani donne, e ognuna ha preso la sua strada: le gemelle Mary e Rose sono due pianiste affermate e vivono le difficoltà che comporta avere un talento straordinario. La sorella maggiore, Cordelia, ha abbandonato le velleità artistiche per sposarsi e accomodarsi nel ruolo di moglie convenzionale. La cugina Rosamund, affascinante più che mai, lavora come infermiera. La madre comincia piano piano a spegnersi, mentre il padre è sparito definitivamente. Poi c’è lui, il piccolo Richard Quin, che si è trasformato in un giovane seduttore brillante e, sempre più, adorato da tutti. La guerra, che piomberà sulla famiglia come una catastrofe annunciata, busserà anche alla sua porta, e sconvolgerà ogni cosa.

Stile e personaggi

Nel cuore della notte è un romanzo a mio avviso diverso dal precedente: il ritmo è leggermente più veloce e la dolcezza e la poesia si sono un po’ perse a favore del racconto.

L’interna famiglia si sta riprendendo dalla scomparsa del padre e ognuno cerca la sua strada nel mondo: le gemelle suonano, Cordelia si sposa e rivela la sua natura insofferente verso quel clima bohémien, la malattia entra dalla porta e devasta la famiglia e Richard diventa un uomo da cui tutte dipendono e tornano. Fino al 1914. Lo scoppio della Grande Guerra cambia i ritmi della famiglia e riporta l’interno mondo costruito dalla West alla realtà.

È sempre Rose che racconta e commenta gli avvenimenti di quei giorni e in alcuni momenti è palpabile la sua sofferenza e la consapevolezza che determinati passaggi segneranno per sempre la loro unità famigliare.

Il fantasma del padre aleggia ancora come a ricordare alle giovani West che loro sono diverse dagli altri: chi si avvicina alle gemelle, ad esempio, lo fa per il loro talento, per la loro famiglia, raramente perchè è davvero interessato a loro.

Si avverte la società di fine secolo pronta a non riconoscersi più sotto i bombardamenti, pronta a dire addio ai figli, ai fratelli, ai mariti. Si percepisce la follia della guerra e le conseguenze catastrofiche che comporta. Pur essendo un elemento di secondo piano entra prepotentemente nella trama rendendo tutto credibile e meno dolce.

Conclusioni

Ho sicuramente preferito Nel cuore della notte a La famiglia Aubrey: l’ho trovato più realistico, appassionante e commuovente. Alcuni personaggi si sono rivelati per quello che realmente sono e altri restano immutati fino alle gravi perdite. Un bagno di lacrime è il modo più consono per descrivere questa lettura.

Un romanzo che consiglio a chi ama le saghe famigliari e a chi non ha particolarmente apprezzato il primo volume.

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Tra carboidrati, maschere idranti e letture le mie avventure avvengono. Un po' ve le racconto qui insieme a dosi massicce di caffè! Divoratrice di libri, dipendente da serie tv e film. Petulante agonistica e polemica per necessità.

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