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“Il meglio di noi” di Joyce Maynard

Joyce Maynard è la donna che fece innamorare J.D. Salinger, è la donna che fu attaccata duramente per aver raccontato quella storia nel 1998. Joyce Maynard è madre di tre figli, è divorziata e si rinnamora, si risposa, soffre. In Il meglio di noi, edito in Italia da Nutrimenti, racconta il suo amore, la sua la relazione, a sessant’anni, con l’avvocato Jim Barringer. In questo memoir si mette a nudo e mostra la sofferenza per quel cancro che, pochi anni dopo quel “Sì” le porterà via una felicità conquistata e accettata.

Trama

Nel 2011, ormai vicina ai sessanta anni, Joyce Maynard incontra inaspettatamente il suo primo vero compagno di vita. Jim è un bell’uomo, avvocato brillante con tante passioni: la musica rock, l’arte, la fotografia, le auto. Non parla molto, ma quando lo fa i suoi discorsi sono interessanti, le sue domande autentiche e le risposte sincere. Adora vedere Joyce felice, la segue in tutti i suoi slanci, appoggia le sue idee, e non gli importa niente del casino che lascia in cucina.
Prima di conoscere Jim, Joyce credeva che la vita di coppia le fosse ormai preclusa, e che nessun uomo avrebbe mai più alterato il corso della sua determinata indipendenza. Un’indipendenza che, anche nei primi tempi del suo rapporto con Jim, Joyce continua a difendere con tenacia. Fino a quando, in un maledetto giorno di novembre, non molto dopo il loro primo anniversario di nozze, a Jim viene diagnosticato un tumore al pancreas. Nei diciannove mesi che seguiranno – nella battaglia feroce contro la malattia combattuta al suo fianco – Joyce scoprirà per la prima volta cosa significa essere una coppia: “Imparai cos’era l’amore mentre il mio amore lasciava questo mondo

Pensieri

Mi sono presa tanto tempo prima di parlarvi di quest’opera e ho deciso di farlo in modo diverso dal solito perchè sarebbe facile parlarvi dell’incredibile stile e capacità narrativa dell’autrice. Sarebbe banale. Voglio invece raccontarvi la donna che c’è dietro a tutto questo. Una donna che ammette i suoi sbagli, le sue avventure e le paure.

Joyce Maynard a diciotto anni ebbe una storia con un uomo più grande, conosciuto, rispettato. Una colonna della letteratura americana. Se ne innamora come solo a diciotto anni ci si può innamorare: perdutamente. Come Lisa Halliday ne parla in un’opera. Al contrario di Lisa Halliday verrà duramente e pubblicamente attaccata. Non si arrende, lotta e cresce. Si sposa.

Si sposa con un uomo con cui avrà tre figli, ma si sentirà sempre “troppo” nel ruolo di moglie. Non era fatta per stare in cucina o per sorridere al fianco del marito. Aveva delle idee e le esprimeva. Pone la parola fine a quel legame, soffrendo immagino e si butta negli appuntamenti online. Arrabbiata e delusa io credo.

Arriva lui.

Arriva lui e sembra che Lisa possa sentirsi in pace con se stessa e con il suo compagno. Quello per il quale scende a compromessi, in cui riempie i silenzi di parole per non perdersi. Insieme a lui arriva l’altro. Quel male bastardo contro il quale lottano insieme come leoni. Lisa scopre la paura di perdere qualcuno e di ritrovarsi sola.

Questo memoir non è un piangersi addosso perché la vita le ha portato via tutti. No. È l’inno alla vita che è sempre il meglio delle persone con cui la condividiamo.

È il meglio di noi

Conclusioni

Un’opera che consiglio a chi vuole approfondire questa donna e vuole riscoprire la bellezza di vivere.

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Non mi resta che augurarvi una buona lettura

Paola, classe 1994, milanese DOS (denominazione origine stressata). Divoratrice di libri, dipendente da serie tv e film. Petulante agonistica e polemica per necessità.

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