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Cattiva di Myriam Gurba

Cattiva di Myriam Gurba è una delle novità in libreria per Fandango. Protagonista di un blog tour in partenza oggi e che mi vedrà coinvolta il 27 con un articolo speciale all’interno di #PilloleDiRiflessione è un romanzo che romanzo in realtà non è: io lo definirei un memoirè.

Le tappe del blog tour in partenza oggi
Le date del Blog Tour in partenza oggi

Vi avevo già parlato di questo libro in parte nel video del Book Haul su YouTube. Se non lo avete ancora fatto vi consiglio di recuperarlo”

Trama

“Cattiva” è il racconto autobiografico di una studentessa universitaria nell’America degli anni Novanta vittima di un maniaco sessuale seriale. L’uomo ha già aggredito molte altre donne, stuprando e uccidendo una di loro, la messicana Sophia Torres. Ossessionata dallo spettro di Sophia, Myriam Gurba ripercorre in queste pagine sconvolgenti la sua storia: l’infanzia allegra e scanzonata scissa tra cultura messicana e americana, il rapporto magico con la nonna-totem Abuelita, quello trasgressivo con le compagne di college a Berkeley, l’approccio ai grandi della letteratura e della filosofia (Conrad, Woolf e Marx), la suggestione della Giovanna d’Arco di Dreyer femminista e santa, l’avvicinamento che è quasi identificazione ad Ana Mendieta e Hannah Wilke, grandi protagoniste dell’arte contemporanea.

Con uno stile originalissimo, a tratti scarno a tratti sontuoso, usando una lingua poetica e pungente, l’autrice ci parla di un mondo fatto di sfumature sottili, di parole inventate, un mondo in cui il corpo è una scoperta e la scoperta è nel piacere. Anche quello che gli altri decidono di prendersi senza permesso. Fino a quando, un estraneo le tende una trappola, la tocca, abusa di lei e tutto diventa nuovo. Tutto rinasce, assume un colore diverso, il colore dello stupro e il mondo cambia:

“È una falena o uno stupratore? c’è uno stupratore nascosto in quel mazzo di girasoli appena recisi?”.

Personaggi e stile

In Cattiva di Myriam Gurba assistiamo alle tematiche più forti e controverse del nostro tempo raccontate da chi ne porta le cicatrici dentro di sé.

Myriam racconta la sua storia con un pizzico di ironia e sarcasmo e con uno stile attento a difendere il suo dolore. Sembra quasi una prima persona che diventa una terza: Myriam è fuori dalla sua storia, spettatrice inerme che sa già quale è il triste epilogo che l’aspetta.

Traghetta i lettori nella sua vita: prima figlia unica di una coppia mista. Sorella maggiore molestata dal compagno di banco col tacito consenso del professore. Etero, poi l’accettazione della sua sessualità e il coming out. Il diploma, il college, gli insulti razzisti e la violenza sessuale. L’incontro con Sophia che non è sopravvissuta al suo violentatore.

Ecco tutto questo è successo una donna. Tutto questo rende Cattiva un’opera che apre lo sguardo su quello che è stata ed è ancora oggi la situazione in America. Cattiva è la storia di Myriam e allo stesso tempo di molte altre donne della sua generazione figlie di coppie miste, cresciute nel silenzio di chi vedeva le violenze ma non le fermava.

La madre di Myriam è una messicana molto legata alle sue origini, il padre un professore che ha perso la testa ed è andato oltre le discriminazioni. I due fratelli minori sono gemelli, un maschio e una femmina dai quali si sente esclusa per il rapporto speciale che lega i due. Questi i personaggi in atto: poco approfonditi e messi in scena solo quando in relazione a Myriam.

Riflessioni

Myriam Gurba è una ragazza Cattiva perchè ha imparato a usare la sua cattiveria come scudo per quelle che sono state le violenze psicologiche e fisiche alle quali è stata costretta a sottostare. Molte le tematiche presenti in quest’opera. Troviamo il tema dei diritti LGBT e l’accettazione della propria sessualità in un periodo come l’adolescenza già difficile per definizione fino alla violenza sessuale.

Mi è spiaciuto leggere che il padre ha reagito al dolore per la violenza che Myriam ha subito dando la colpa a ciò che indossava. Ho però capito o forse voluto giustificarlo pensando che serviva per sopravvivere. In quel momento non si sapeva chi fosse il violentatore e serviva qualcosa o qualcuno a cui dare la colpa, con cui prendersela.

Su questo blog ho spesso parlato di romanzi che raccontano la violenza sulle donne da L’altro convento a Donne che parlano ma nessuno mi ha colpito prima d’ora come Cattiva. Cattiva è un’opera che ti catapulta nella vita di Myriam Gurba ed è la sua voce a raccontarti quello che vuole che tu sappia ma inevitabilmente ti trovi a empatizzare con lei e per questo sconvolta per quello che è stata costretta a subire.

Così come ho già trattato le tematiche LGBT con l’opera di David Leavitt e i suoi Eguali amori ma in modo diverso: Myriam Gurba parla di come potesse sentirsi confusa, della paura di non sentirsi accettata e di capire che sarebbe stata sempre discriminata per questo ed è proprio questo uno dei motivi per i quali non testimoniò contro il suo stupratore.

Cattiva è un memoire che consiglio a tutte le donne, a tutti gli adolescenti e a chi vuole rendersi conto di cos’è veramente il mondo.

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Non mi resta che augurarvi una buona lettura

Paola, classe 1994, milanese DOS (denominazione origine stressata). Divoratrice di libri, dipendente da serie tv e film. Petulante agonistica e polemica per necessità.

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