Elena di Sparta Baldini e Castoldi Lorena Minutilli Recensione
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Elena di Sparta – Loreta Minutilli

Loreta Minutilli ne Elena di Sparta edito da Baldini e Castoldi da voce a una donna che ha scatenato la guerra di Troia, ma che nei poemi omerici non pronuncia mai una parola. Qui invece è l’unica voce che conta, l’unica che ha davvero diritto a raccontare la sua storia.

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Il libro mi è stato caldamente consigliato da Elisa, autrice di Devilishly Stylish, e l’ho acquistato al Book Pride.

Ve lo avevo già mostrato nel video del Make-Up Book Tag sia nel Book Haul del Book Pride appunto.

Trama

Quando, dopo dieci anni e dopo il famoso assedio di Troia da parte dei Greci, Elena viene riportata in patria, Menelao ha solo una domanda da farle: perché? Perché ha deciso di scatenare una guerra? La risposta di Elena è semplice. Le sembrava l’unico modo per dimostrare a tutti l’esistenza di Elena di Sparta, l’unico modo che aveva di essere ascoltata. «Racconta, all’ora», le dice Menelao. Ed Elena comincia a raccontare. Fin da piccola l’idea di essere considerata una dea le era parso qualcosa di grandioso, presto quella pura illusione si infrange. Teseo la rapisce e la stupra, quando Castore e Polluce, suoi fratelli, vanno a riprendersela viene data in sposa a Menelao e diventa la regina di Sparta. Ma Elena non si accontenta e decide di fuggire con Paride verso Troia, città in cui le donne contano quanto gli uomini, in cui possono scegliersi i mariti. Presto però si rende conto che anche lì il suo parere non è richiesto. Elena racconta non per ammettere colpe né per giustificarsi. Non vuole essere compresa o perdonata, lo fa perché la sua storia, quella di una donna prigioniera del proprio corpo o identificata con esso agli occhi degli uomini, possa infine uscire dalle sue viscere e trovare pace.

Elena di Sparta
Loreta Minutilli
Guerra di Troia
My Po Blog 
Baldini e Castoldi
Elena di Sparta di Loreta Minutilli racconta la guerra di Troia come non l’abbiamo mai conosciuta.
Ph: @paola-calefato

Stile e personaggi

Una prosa molto classica che riporta i lettori tra i banchi di scuola a lasciarsi affascinare ancora una volta da un mondo di eroi e dei. Un lunghissimo flusso di coscienza quello che Loreta Minutilli scrive senza allontanarsi da quello che è il racconto di Omero.

Elena di Sparta è il racconto di una donna cresciuta come una divinità, stuprata da un eroe e iniziata alla vita da Etra. Una vita in cui non ha potuto decidere nulla da sola, in cui tutto è stato condizionato dall’essere donna. Un’unica scelta, quella di seguire Paride a Troia, scatenerà la leggendaria guerra.

Elena è una donna moderna: vuole decidere per sé, vuole sentirsi libera di fare quello che vuole, di decidere del suo corpo. Troia le sembra l’oasi felice in cui ogni donna può fare quello che vuole, che viene trattata al pari di un uomo. Questo solo fino a quando gli uomini glielo concedono. Qui il mondo classico incontra l’oggi: la possibilità delle donne di scegliere senza subire poi violenze. Non c’è nulla di nuovo in questo romanzo che forse è più un lunghissimo flusso di coscienza ordinato, l’innovazione è dare voce a una donna protagonista e causa di una guerra tanto quanto gli uomini.

Riflessioni

Può una donna lontana millenni rispecchiare quelle di oggi? Elena di Sparta lo fa. Lo fa nella misura in cui chiede e cerca di affermarsi come donna e non come oggetto di scambi e alleanza. Lo fa quando scopre che la sua bellezza può essere un’arma. Elena di Sparta è una privilegiata che dei suoi privilegi è prigioniera. Cerca di affermare il suo volere perchè non vuole essere ricordata come l’ombra del marito Menelao. È tanto bella quanto insicura.

È stato molto bello immergermi nella lettura di un testo che mi ha riportato nell’accampamento degli achei e dentro le mura di Ilio. Questo romanzo è la dimostrazione che di esordienti italiani validi ce ne sono tanti. Autori che non escono da scuole di scrittura ma che amano quello che fanno e lo trasmettono. Elena di Sparta è un inno alla libertà individuale, è la denuncia delle violenze perpetrate dall’essere umano, è il bisogno di ognuno di noi di sentirci amati e non dati per scontato.

In qualche sfumatura mi ha ricordato Cattiva di Myriam Gurba: lo stupro, il bisogno di affermarsi come individuo, la necessità di sentirsi parte di un mondo che ti ha distrutto.

Consigliato agli amanti dei classici.

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Non mi resta che augurarvi una buona lettura

Paola, classe 1994, milanese DOS (denominazione origine stressata). Divoratrice di libri, dipendente da serie tv e film. Petulante agonistica e polemica per necessità.

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