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Petrademone: La terra del non ritorno – Manlio Castagna

Torna Manlio Castagna con il secondo volume delle fantastiche avventure di Frida e dei suoi amici. Petrademone: La terra del non ritorno, edito da Mondadori Ragazzi, che ringrazio, è il secondo capitolo della saga ambientata a Amalantrah dove tutto è possibile e nulla è come sembra.

Vi ho già parlato di Petrademone: Il libro delle porte, primo volume della saga che mi ha letteralmente conquistata come sicuramente ricorderete.

Trama

Lasciato ormai il nostro mondo, Frida, Miriam e i gemelli Ober-dan si inoltrano nei regni di Amalantrah per salvare i cani spariti, ritrovare i propri cari e soprattutto Iaso, il guaritore, l’unico in grado di curare Gerico dal veleno degli uomini vuoti.

Nel viaggio dentro le perenni nebbie di Nevelhem, le strade dei ragazzi si dividono e le missioni si fanno sempre più difficili. Dovranno affrontare nuove e inquietanti creature (animali vampiro, aquiloni ingannatori, ipnoratti e spettri affamati di paura; viaggiare su vascelli fantasma in fiumi di tenebra e scoprire città sbalorditive. Ad aiutarli gli intrepidi border collie di Petrademone, che staranno al loro fianco nei momenti decisivi.

Numerosi saranno gli enigmi a cui dovranno dare una risposta: chi domina gli adoratori di Shulu? Perché Miriam non ha voce, ma sa far comparire parole profetiche sul Libro delle Porte? Perché il Signore degli Incubi imprigiona le anime dei bambini dietro gli specchi? I ragazzi dovranno puntare al cuore stesso del Male e disinnescarlo. Sapranno farlo senza perdersi?


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“Non dimenticare quello che ti diceva sempre tuo parere quando tutto ti sembrava perduto. Quando ti sentivi con le spalle al muro: – Senza la speranza è impossibile trovare l’insperato-“
Da Petrademone: La terra del non ritorno di Manlio Castagna
Ph: @paola-calefato

Stile e personaggi

Frida in questo nuovo capitolo della saga di Petrademone è da sola, in un mondo a lei sconosciuto e pericoloso. Lontana dai gemelli e da Miriam inizierà a mettere insieme i pezzi di una storia che è tanto sua quanto di sua madre ma che a lei è sconosciuta. Sacrificio e fiducia sono alla base anche di questa nuova avventura che risulta leggera nella forma ma non nei contenuti.

La prosa di Manlio Castagna si adatta all’ambiente aspro che deve descrivere senza dimenticare che i suoi lettori ideali sono i ragazzini, quelli che, in piena pre adolescenza, cercano qualcuno che parli la loro stessa lingua e l’autore lo fa.

Nonostante siano molti i piani narrativi: le avventure di Frida, quelle dei gemelli e di Miriam, gli oscuri piani di Astrid e la prigionia di Barnaba, la storia non è difficile da seguire. La “telecamera” del narratore si sposta di volta in volta dando vita a un romanzo che, al contrario del primo, parte decisamente col piede sull’acceleratore rendendo impossibile staccarsi dalla lettura.

Unica nota un po’ dolente a mio avviso è la lunghezza: 500 pagine e più per una generazione che legge poco possono essere un ostacolo insormontabile. Forse si poteva dividere in due ma capisco che la storia ne avrebbe evidentemente risentito.

Riflessioni

Se non fosse Frida la protagonista molto probabilmente la storia non sarebbe così dolce e amara allo stesso tempo. Petrademone: La terra del non ritorno non è solo un racconto fantasy con mostri e poteri soprannaturali ma è soprattutto il racconto di una crescita. È il passaggio dall’età del gioco al mondo degli adulti in cui scopri che qualcuno lo perderai, a qualcuno dovrai rinunciare e molto spesso la forza viene solo da te stessa.

I ragazzi possono ritrovarsi in Frida per quelle paure, quel senso di solitudine che mostra senza aver paura di essere giudicata. Sa che anche dalle sue paure può trarre forza. È conscia che solo lei può salvare le persone che ama e che questo comporterà dei sacrifici e tutta la sua forza.

Petrademone: La terra del non ritorno è il romanzo della crescita, della scoperta che alla fine non siamo poi malaccio e che siamo in grado di fare piccole grandi cose.

Petrademone: La terra del non ritorno lo consiglio ai ragazzi dai 12 anni in poi e soprattutto a tutti quegli adulti che non vogliono smettere di sognare.

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Non mi resta che augurarvi una buona lettura

Paola, classe 1994, milanese DOS (denominazione origine stressata). Divoratrice di libri, dipendente da serie tv e film. Petulante agonistica e polemica per necessità.

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