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È da lì che viene la luce – Emanuela E. Abbadessa

È da lì che viene la luce è il nuovo romanzo di Emanuela E. Abbadessa edito da Piemme.

Se mi seguite su Instagram saprete già che ieri, 6 maggio 2019, si è tenuto l’incontro blogger organizzato dalla casa editrice. La bella chiacchierata fatta con l’autrice sarà online tra qualche settimana.

Ringrazio la casa editrice per l’opportunità.

Trama

Un giorno qualcuno avrebbe favoleggiato di pianeti sconosciuti in cui società militari avrebbero eliminato gli imperfetti per creare generazioni invincibili. Ma quella sarebbe stata soltanto finzione letteraria, perché nella realtà era proprio il difetto a creare la bellezza. Taormina, 1932. «Fermo», quell’unica parola, pronunciata con decisione, attrae l’attenzione di Sebastiano Caruso, un ragazzo di diciassette anni, orfano di padre, la cui vita quel giorno cambia per sempre.

L’uomo che ha parlato, il barone Ludwig von Trier, alto e sottile, pallido e vestito in modo impeccabile, è così diverso da chiunque viva a Taormina, che la curiosità di Sebastiano si accende, soprattutto per via della scatola misteriosa che lo sconosciuto tiene tra le mani. Quando il barone, fotografo e artista, lo scopre nell’atto di seguirlo, lo fa entrare in un mondo di cui Sebastiano non sospettava neppure l’esistenza.

Grazie al ragazzo, che gli fa da aiutante e da modello, e a Elena Amato, governante premurosa, donna dotata di un’antica saggezza e di un passato misterioso, amica e sodale, Trier impara qualcosa sull’amore che nessuno gli aveva mai insegnato nella fredda casa in cui era stato cresciuto e da cui se ne era andato. Ma «dove c’è luce, c’è anche ombra» dice spesso Trier e, insieme alla luce che fa risplendere la bellezza, il barone sperimenterà anche l’ombra più cupa, la violenza fascista e il serpeggiare delle discriminazioni.

E rischierà di esserne inghiottito. Un romanzo liberamente ispirato alla storia del fotografo tedesco Wilhelm von Glöden, sulla libertà, di pensiero e costume, che solo nell’arte non conosce odio per il diverso, e sulla paura di svelare la violenta ignoranza che si annida nei meandri più bui dell’animo umano.

Emanuela E. Abbadessa Piemme È da lì che viene la luce Romanzo My Po blog Recensione
“La guerra trasforma le persone in qualcosa che non sanno di essere. Non è la natura né il coraggio, ma il caso”
Ph: @paola-calefato

Personaggi e stile

In È da lì che viene la luce ha un narratore esterno che ci racconta la storia del barone Ludwig von Trier. Ambientato a Taormina negli anni in cui il fascismo aveva già indotto la paura del diverso nelle persone.

Le diversità sono le vere protagoniste di questo romanzo. Così come l’amore e il tormento interiore: Elena, la fidata governante, che dopo aver sofferto per amore, un amore non capito all’epoca da chi la circondava, diventa protettrice del barone.

Ludwig è un fotografo omosessuale benestante e grande esteta. Tanto forte è la sua arte quanto fragile il suo animo. Un uomo che ha deciso di nascondersi agli occhi di chi lo avrebbe potuto ferire.

Agata, donna consapevole della sua sensualità, è una delle muse di Ludwig fino all’arrivo di Sebastiano. Il ragazzo sarà l’unico che vedrà il barone per chi è e non per quello che gli altri pensano.

La prosa risulta fluida a tratti forse troppo lenta, ma porta a termine l’intreccio con lo schema della tragedia greca. Ogni avvenimento, per quanto preannunciato, fa parte del normale corso della vita. Ci sarà sempre qualcuno che dovrà, purtroppo, pagare per i peccati degli altri e per la paura creata dall’ignoranza.

Riflessioni

È da lì che viene la luce, a mio avviso, racconta il passato per parlare del presente: quella paura di cui sentiamo l’odore in giro, l’odio alimentato dai media, dai politici. Una classe dirigente che ha dimenticato di essere al servizio del popolo.

La storia delle diversità che vengono etichettate come malattie e che creano il senso di colpa in chi è diverso, ma chi non lo è? Tra noi chi non si è mai sentito il punto alla fine della frase, quello che tutti ci dimentichiamo di leggere?

È da lì che viene la luce di Emanuela E. Abbadessa è la fotografia di una società che è stata e rischia di tornare a essere. La paura per il diverso che sfocia nell’odio nasce dal non conoscere, basta poco per essere migliori.

Vi consiglio di dare un’occhiata anche a Cattiva se vi interessa il tema delle diversità.

La lettura è consigliata a tutti: conoscere ci arricchisce non ci divide.

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Non mi resta che augurarvi una buona lettura

Paola, classe 1994, milanese DOS (denominazione origine stressata). Divoratrice di libri, dipendente da serie tv e film. Petulante agonistica e polemica per necessità.

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