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L’ora di Agathe – Anne Cathrine Bomann

L’ora di Agathe di Anne Cathrine Bomann edito da Iperborea è la storia di chi dovrebbe aiutare e finisce col trovare aiuto negli altri.

Un romanzo molto breve ma allo stesso tempo intenso dove, anche graficamente si avvertono i diversi piani narrativi.

Ringrazio Iperborea per questo omaggio.

Trama

In una cittadina francese degli anni Quaranta, uno psicanalista fa il conto alla rovescia, con puntiglio maniacale, delle ore che lo separano dalla pensione. Scapolo e senza amici, la sua vita si divide tra lo studio, dove ascolta svogliatamente i pazienti fingendo di prendere appunti mentre disegna caricature di uccelli, e la casa d’infanzia in cui ancora abita e si rintana dal mondo, origliando dai muri la vita del vicino che non ha mai visto.

Qualcosa cambia quando una giovane tedesca di nome Agathe insiste per essere presa in cura da lui. Costretto ad accettarla suo malgrado e nonostante l’imminente ritiro, il medico scopre che dietro quell’aspetto fragile si nasconde una donna forte, sagace, pronta a scavare nel suo passato per affrontare il trauma inconfessabile che le ha imbrigliato l’esistenza. Una donna che lo affascina e lo sfida cogliendo in lui quel male di vivere che li accomuna e li lega in un’intesa sottile. Una paziente capace di girare lo specchio e invertire i ruoli, obbligando lui, lo psichiatra a fine carriera, il vecchio disilluso, a guardare dentro la sua stessa infelicità e a mettere in discussione, solo ora e per la prima volta, la sua vita.

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“Di cosa hanno paura tutti?”
ph: @paola-calefato

Stile e personaggi

La narrazione è in mano allo psicanalista che vede la sua vita lavorativa giungere al termine. La prosa riflette un uomo all’apparenza pacato, a tratti annoiato dalla sua vita e dalla sua routine. Fino all’arrivo di Agathe, una donna complessa, dalla vita difficile e dagli scheletri nell’armadio ingombrante. Attraverso queste sedute settimanali anche lui rimetterà in discussione piccoli pezzi dalla sua intera esistenza.

Graficamente gli stili diversi indicano la narrazione dello psicoanalista, le cartelle mediche e delle lettere.

La traduzione di Maria Valeria D’Avino non forza una prosa che risulta così “naturale” e agevola la lettura.

Il ritmo è molto lento e scadenzato dal conto alla rovescia del protagonista, ma allo stesso tempo si velocizza quando arriva Agathe.

Agathe è il passaggio tra il prima e il dopo: come se con lei la vita del protagonista cambiasse in modo irreversibile.

Riflessioni

L’ora di Agathe è il racconto degli inizi mascherati da fine. È la sensazione di fare la cosa giusta, di essere al posto giusto al momento giusto. Poco più di 150 pagine che accompagnano il lettore verso il nuovo inizio del protagonista.

È il romanzo perfetto per chi crede nelle coincidenze, nel destino e per gli amanti della psicoanalisi: nonostante non ci siano tecnicismi si sente la ricerca psicologica dei personaggi.

Della stessa casa editrice vi segnalo L’arte di collezionare mosche di cui vi ho già parlato.

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Non mi resta che augurarvi una buona lettura

Tra carboidrati, maschere idranti e letture le mie avventure avvengono. Un po' ve le racconto qui insieme a dosi massicce di caffè! Divoratrice di libri, dipendente da serie tv e film. Petulante agonistica e polemica per necessità.

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