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Nemici di Isaac Bashevis Singer

Nemici di Isaac Bashevis Singer edito da Adelphi è il racconto di chi è tornato a casa. La Seconda Guerra Mondiale non è finita quando le bombe hanno cessato di cadere, i prigionieri sono stati liberati e le condanne emesse. No. Il conflitto non è mai terminato per chi è tornato a casa e questo romanzo lo racconta.

Il romanzo è stato da me acquistato presso Edicola Portogallo.

Trama

Che amore è quello che lega Herman a Jadwiga, la contadina polacca che lo ha salvato dalla deportazione nascondendolo per tre anni in un fienile, nutrendolo e curandolo, e che lui ha portato con sé a New York e ha sposato?

Che genere di amore lo lega a Masha, scampata ai lager, del cui corpo non riesce a fare a meno, ma che percepisce come una minaccia – perché quel desiderio, più che alla vita, si apparenta alla morte?

È amore il sentimento che lo lega alla moglie Tamara, che credeva morta e che gli riappare davanti all’improvviso? Di fronte a simili domande Herman è paralizzato, incapace di trovare una via d’uscita.

A rendere tutto molto, molto più complicato è la fatica quotidiana del vivere, in quella New York che è sembrata un miraggio di felicità, ma che si rivela più inospitale e più aspra.

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ph: @paola-calefato

Stile e personaggi

Herman è il sopravvissuto. L’uomo che è riuscito a tornare al sole, è riuscito ad arrivare in America.

Nemici di Isaac Bashevis Singer è il puzzle dell’esistenza rotta, di quella che cerca di recuperare una parvenza di normalità.

Herman è così: nell’amore cerca la consolazione tra i corpi delle donne che crede di amare. Diventando un personaggio amaro, perchè il suo bisogno di amore è solo lo specchio della paura di scoprirsi di nuovo solo, privo di ogni calore umano.

La prosa è dolce, lenta e accompagna una trama lineare che ha per protagonisti esistenze rotte. Ogni personaggio è un sopravvissuto alla violenza, alle privazioni e non ha intenzione di sentirsi più così.

Profondi e intensi i dialoghi sospendono la storia e portano il lettore a profonde riflessioni su quanto, a volte, come gli affamati ci riempiamo lo stomaco solo per paura di sentire ancora fame.

Ed ecco che i personaggi di Nemici di Isaac Bashevis Singer diventano dei paradossi, coloro che si trovano sopraffatti dall’eccessivo colmare le paure.

Riflessioni

Herman è un personaggio amaro per me perchè non è in grado di accettare le sue fragilità. Le ignora e come una bestia affamata va a prendersi quello che vuole incurante non solo delle conseguenze ma anche del perchè.

Un romanzo che porta alla luce i grandi drammi che i sopravvissuti si portano con sé per tutta la vita.

L’altra faccia di un dado che ha sconvolto milioni di vite solo per colpa della follia lucida di un uomo, di un essere. Ed ecco che Nemici di Isaac Bashevis Singer entra a far parte di quei romanzi che servono a non dimenticare come Ruta Tannenbaum, La sartoria di via Chiatamone e La lettera perduta.

Il romanzo adatto a chi ha paura delle proprie paure.

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Non mi resta che augurarvi una buona lettura

Paola, classe 1994, milanese DOS (denominazione origine stressata). Divoratrice di libri, dipendente da serie tv e film. Petulante agonistica e polemica per necessità.

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