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Ruta Tannenbaum di Miljenko Jergović

Ruta Tannenbaum di Miljenko Jergović edito da Nutrimenti restituisce al lettore la memoria di Zagabria prima della Seconda Guerra Mondiale. Un romanzo che ricorda che i crimini perpetrati dai nazisti hanno nomi, culture occhi diversi ma restano violenza.

Ringrazio la casa editrice per il gentile omaggio.

Trama

Ispirato alla storia vera di Lea Deutsch, la ‘Shirley Temple di Jugoslavia’, che calcò giovanissima le scene del teatro croato negli anni Trenta e morì neanche sedicenne sul treno che la portava ad Auschwitz, “Ruta Tannenbaum” è l’omaggio di Miljenko Jergovic alla città di Zagabria attraverso il racconto di una delle pagine più oscure della sua storia. Dotata di occhi magnetici e straordinaria immaginazione, “Ruta Tannenbaum” è destinata fin da bambina alla ribalta del palcoscenico. La sua è un’ascesa folgorante, che suscita ammirazione e cambia le sorti di tutti quelli che la circondano. Però i tempi sono cupi, specie per chi come Ruta è figlia di genitori ebrei. Dopo aver raggiunto le vette della notorietà, si ritroverà condannata alla negazione sociale e a una tragica fine.

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Ph: @paola-calefato

Stile e personaggi

Una narrazione in terza persona che spazia dalla realtà storica a quella di finzione.

L’autore punta “la telecamera” sulle mille sfumature che compongono l’umanità che vive a Zagabria.

Una prosa ricca e articolata che alterna realismo e humor nero e che permette al lettore una certa sintonia con la storia nonostante sia uno spaccato storico-sociale poco conosciuto e studiato nelle scuole dell’obbligo italiane.

Ci vengono raccontate le vicende di Ruta e dei suoi genitori, Moni e Ivka, del nonno Abraham Singer, e dei vicini Amalija e Radoslav, allargando poi la ripresa a molti altri personaggi di cui descrive le sorti di ciascuno con ricchezza di particolari.

Ogni personaggio viene reso così reale e tangibile, non mera comparsa. In questo modo siamo davanti ad una narrazione corale, dove ciascun personaggio ha un ruolo e uno spessore consistente.

Un quadro dove non ci sono eroi, ma persone che mostrano la corruttibilità dell’animo umano. L’affresco di una società che elogerà la follia nazista e parteciperà a quella “pulizia raziale” che ha sconvolto l’intera umanità.

Riflessioni

Quando pensiamo alla Seconda Guerra Mondiale il pensiero va subito ai lager, alle leggi, alla follia umana. Geograficamente ci troviamo tra Germania e Polonia. I romanzi come Ruta Tannenbaum di Miljenko Jergović ci ricordano invece che, purtroppo ci sono molti altri teatri in quella follia.

La storia di Ruta è quella di molte altre ragazze costrette a sottomettersi alle atrocità dei gerarchi nazisti per provare a salvare loro stesse e la loro famiglia.

Romanzi così come La lettera perduta o La sartoria di via Chiantamone servono a non perdere la memoria, a ricordarci che la follia umana si combatte con la conoscenza.

Il romanzo è quindi consigliato a tutti.

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Non mi resta che augurarvi una buona lettura

Paola, classe 1994, milanese DOS (denominazione origine stressata). Divoratrice di libri, dipendente da serie tv e film. Petulante agonistica e polemica per necessità.

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