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Books,  Libri per grandi e piccini

Flamingo Boy di Michael Morpurgo

Flamingo Boy di Michael Morpurgo, già autore di War Horse, è in libreria.

Edito da Il Battello a Vapore con Flamingo Boy in finale al premio Strega Ragazze e Ragazzi 2019.

Della Seconda Guerra Mondiale si parla sempre tanto forse però troppo di alcuni aspetti dimenticandone altri: Michael Morpurgo, invece, rispolvera un quadro, ne trae una storia dolce per ragazzi. Tutto questo ricordando che l’odio nasce laddove non si parla, non ci si ascolta. Il diverso ci arricchisce e non ci toglie nulla.

Flamingo Boy di Michael Morpurgo: l’autore

Autore britannico pluripremiato e considerato a livello mondiale uno dei più rilevanti scrittori per ragazzi, è conosciuto soprattutto per War Horse, il romanzo da cui Steven Spielberg ha tratto il celebre film. Ha pubblicato innumerevoli romanzi, la maggior parte accolti entusiasticamente da critica e pubblico. Il Battello a Vapore ha già pubblicato Il ragazzo che non uccise Hitler (vincitore del National Book Award 2017), Il regno di Kensuke, Il bambino e il leone, Verso casa e Quando le volpi vinsero il campionato.

Flamingo Boy di Michael Morpurgo: la trama

1942. Nell’estremo Sud della Francia, fra le paludi e i canneti che punteggiano la Camargue, una terra spazzata dal vento e popolata da cavalli bianchi, tori neri e fenicotteri rosa, abitata da gente semplice e orgogliosa, arriva l’occupazione nazista.

Questa è solo una delle tante cose che Lorenzo, un ragazzo considerato da tanti “fuori posto nel mondo” non capisce. Per fortuna c’è Kezia, una giovane rom, a prendersi cura di lui, a insegnargli a cavalcare i cavallucci di legno della giostra degli Charbonneau e a non attirare troppo l’attenzione dei soldati e delle loro armi.

Perché per Lorenzo non è possibile comprendere che da un giorno all’altro la Francia occupata non è più un posto sicuro per le persone considerate diverse, non importa che siano ragazzi come lui, gitani come la famiglia di Kezia o ebrei come Madame Salomon: quello che rischiano tutti è la deportazione e la morte. “

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ph: Paola calefato

Flamingo Boy di Michael Morpurgo: la recensione

Flamingo Boy di Michael Morpurgo non è un romanzo qualsiasi. Non fa sconti ai suoi lettori. Racconta l’amara verità di quello che è successo in Camargue durante la Seconda Guerra Mondiale.

Quando pensiamo a quella guerra, a quei giorni il pensiero corre ai campi di concentramento, alle leggi razziali, alle angherie che gli ebrei hanno dovuto subire. Dopo, forse, ci viene in mente che anche i disabili, gli omosessuali e i rom hanno subito lo stesso trattamento: deportati, costretti a lavori degradanti ed a azioni inumane. Michael Morpurgo recupera quella memoria e la consegna sotto forma di un racconto lontano nel tempo e raccontato in prima persona ai più piccoli.

Ho sempre creduto e continuo a credere che bisogna parlare di Nazismo e di Fascismo per non perdere la memoria di quello che è stato. La memoria va tramandata, va tramandato l’insegnamento che ne abbiamo tratto. Ecco che un romanzo che racconta il diverso, Lorenzo, le discriminazione che hanno subito i rom come Kezia e i suoi genitori serve. Serve anche per far capire che dietro a quelle divise Naziste c’erano uomini che si rendevano conto che quello che stava succedendo era inumano. Uomini che hanno eseguito gli ordini per sopravvivere ma che non hanno perso la loro umanità. L’hanno persa coloro che una volta conquistati hanno venduto i loro vicini di casa, i loro amici per danaro.

Raccontare tempi come quelli che sono stai ai più piccoli fa paura, paura di non trovare le parole giuste, di sbagliare, di non riuscire a comunicare. Eppure Michael Morpurgo lo fa dando voce a una storia, alla memoria di Kezia stessa e arriva. Il mondo intero arriva a toccare il cuore in quel momento. Le bellezza dei fenicotteri contrapposta all’odio umano creano un binomio vincente per ricordarci che bisogna avere speranza. Sempre.

Flamingo Boy di Michael Morpurgo: Il pubblico

Consigliato ai lettori dai 10 anni in sù.

Bello, intenso, dolce e nostalgico oltre che custode della Memoria.

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Non mi resta che augurarvi una buona lettura

Paola, classe 1994, milanese DOS (denominazione origine stressata). Divoratrice di libri, dipendente da serie tv e film. Petulante agonistica e polemica per necessità.

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