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La ragazza che leggeva nel metrò di Christine Féret-Fleury

La ragazza che leggeva nel metrò di Christine Féret-Fleury edito da Sperling è un romanzo che mi ha un po’ delusa. Mi aspettavo qualcosa di diverso. Una lettura senza infamia e senza lode diciamo. Bando alle ciance però vi spiego il perchè e vi presento meglio la storia.

Ringrazio la casa editrice per l’omaggio.

La ragazza che leggeva nel metrò di Christine Féret-Fleury: l’autrice

Christine Féret-Fleury ha lavorato a lungo in editoria, a Gallimard Jeunesse, prima di dedicarsi totalmente alla scrittura. Ha pubblicato quasi cento romanzi, sia per ragazzi che per lettori adulti, sperimentando quasi ogni genere letterario.

La ragazza che leggeva nel metrò di Christine Féret-Fleury: la trama

Tutti i giorni, a Parigi, Juliette prende il metrò: stessa ora, stessa linea. Quando non è troppo assorta in un romanzo, ama perdersi a osservare i lettori intorno a lei: il collezionista di libri rari, la studentessa di matematica, la ragazza che piange a pagina 247. Li guarda con curiosità, come se dai loro gusti letterari potesse entrare in qualche modo nella loro vita e dare colore alla sua, così monotona, così prevedibile. Fino al giorno in cui decide all’improvviso di scendere qualche fermata prima e fare una strada diversa dal solito per andare al lavoro: un cambio di percorso che segnerà la sua vita oltre ogni aspettativa.

Perché in quelle strade sconosciute incontrerà Soliman, che vive circondato di vecchi volumi ed è convinto che un libro, se donato alla persona giusta, può cambiare il corso del destino. Grazie ai consigli e alla saggezza di Soliman, e all’esuberanza della sua figlioletta Zaïde, Juliette compirà un viaggio incredibile alla scoperta dei romanzi e di se stessa, che stravolgerà i suoi orizzonti per sempre.

La ragazza che leggeva nel metrò di Christine Féret-Fleury: la recensione

La ragazza che leggeva nel metrò di Christine Féret-Fleury è un’opera da cui mi aspettavo tanto. Mi aspettavo di sentire Parigi nel racconto, di trovare effettivamente un incontro\scontro tra la protagonista e delle opere. In realtà non è così perchè Juliette incontrerà un amante dei libri, Soliman, che le affiderà la figlia. I libri sono molto marginali, sono forse il punto di incontro di due vite, l’anello che unisce la catena.

La narrazione procede forse un po’ troppo lenta per quello che è lo stile che piace a me, ma è dolce. Il grande pregio di questo romanzo è proprio la dolcezza che trasmette. Qualcuno che si prende cura di un altro essere umano è sempre qualcosa di dolce. Mi aspettavo semplicemente i libri più protagonisti. La ragazza che leggeva nel metrò di Christine Féret-Fleury è un’opera dal titolo forviante secondo me: è l’incipit a dare il titolo ma forse sarebbe stato opportuno mettere in luce la capacità di questa protagonista di prendersi cura di un estraneo e della figlia solo per amore dell’amore.

La ragazza che leggeva nel metrò di Christine Féret-Fleury: il pubblico

Adatto a chi ama la dolcezza e ha bisogno di credere che il mondo abbia ancora Umanità.

Vi consiglio di dare un’occhiata anche a L’Arminuta, uno dei libri migliori di questo 2019.

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Non mi resta che augurarvi una buona lettura

Paola, classe 1994, milanese DOS (denominazione origine stressata). Divoratrice di libri, dipendente da serie tv e film. Petulante agonistica e polemica per necessità.

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