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Intervista a Fabio Genovesi

Ho avuto il piacere di incontrare Fabio Genovesi ieri grazie a Mondadori che ha ritagliato per noi bookqualsiasiscosa un’oretta di chiacchiere.

La cosa che traspare subito è la bontà di un Rolando mai troppo cresciuto che conserva quella trasparenza, quella gioia che è rara negli autori.

Intervista a Fabio Genovesi: l’ambientazione

Come mai hai deciso di ambientare un libro per bambini, Rolando del camposanto, in un cimitero?

Ho deciso di ambientarlo in un cimitero perchè tanto ai bambini fa paura. È tutto più grande di te, aggressivo. Ho pensato di portarli in fondo alla paura, perchè secondo me le cose si imparano. Bisogna superare le proprio paure perchè bisogna paura ovunque e sempre da nessuna parte.

Intervista a Fabio Genovesi: la nota divertente

Nel tuo romanzo c’è sempre un risvolto divertente, perchè?

C’è perchè per me la vita è sporca: non è mai o solo tristezza o solo felicità. Ecco perchè anche nei passaggi drammatici del romanzo ci ridi perchè prima impari a ridere delle tragedie meglio è. Io avevo tre amici da bambino e mi sono sentito dire “che tristezza” e io l’ho presa a ridere, ma sapevo che è meglio avere pochi amici che tanti. Quelli sono veri. Mi piaceva raccontare la storia di un bambino felice nonostante vivesse una vita piena di macerie.

Intervista a Fabio Genovesi: dai libri per adulti a quelli per ragazzi

Cosa pensi dei ragazzini di oggi? Non credi che un ragazzino ai fantasmi direbbe di no? Come nasce questo romanzo per bambini? Lo hai scritto pensando a loro?

Ogni generazione dirà a quella dopo dirà “Per voi è tutto più semplice” e io mi sono ripromesso di non dirlo mai. Quando vedo i miei nipoti con l’Ipad penso che mi sarei ucciso anche io di giochini. La frase “mio figlio non fa mai niente” è una scusa per i genitori: si incolpa il bambino delle colpe dei genitori. Li si fa crescere in una bolla di cristallo perchè non gli si permette di avere delle crepe che fanno la vita, che danno modo di vivere. Non li si fa più annoiare. Sono dei piccoli adulti e non scoprono quello che amano. È un libro che ho scritto pensando ai bambini, ma mentre lo scrivevo pensavo “Quanto sarebbe bello che lo leggessero i bambini insieme ai genitori”. Il libro lo dai tu genitore a tuo figlio. Non esistono romanzi per bambini e quelli per adulti: esistono storie belle e storie non belle. Io spero di averne scritta una bella che spero leggano tutti.

Intervista a Fabio Genovesi: grazie

Volevo ringraziarti perchè ho letto questo libro in un momento brutto e mi ha fatto capire una frase che mi rincorre “Non festeggiare i successi ma festeggia i fallimenti”

Non c’è scelte nelle cose. Capisco che a volte si è tristi: quando ti lasci c’è una grande tristezza ma c’è l’ignoto, le domande che ti poni. Le cose belle delle vita a me sono successe perchè ne sono finite altre. La vita è questa cosa qua. È difficile quando succedono le cose lì per lì però è così. Ho iniziato a lavorare in editoria perchè ho perso un treno: dovevo andare a Roma persi quel treno e su un altro incontrai un signore che lavorava in una casa editrice più grande milanese. Se non vuoi sbagliare dovresti programmare tutto ma non vivresti.

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Tra carboidrati, maschere idranti e letture le mie avventure avvengono. Un po' ve le racconto qui insieme a dosi massicce di caffè! Divoratrice di libri, dipendente da serie tv e film. Petulante agonistica e polemica per necessità.

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