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Lontano dagli occhi di Paolo di Paolo

Lontano dagli occhi di Paolo di Paolo edito da Feltrinelli è un romanzo che sa di vita, quella vita che si insinua in un giorno di primavera e esplode d’estate pronta a non lasciare nulla come era.

Ringrazio la casa editrice per il gentile omaggio.

Lontano dagli occhi di Paolo di Paolo: l’autore

Paolo Di Paolo è nato nel 1983 a Roma. Ha pubblicato i romanzi Raccontami la notte in cui sono nato (2008), Dove eravate tutti (2011; Premio Mondello e Super Premio Vittorini), Mandami tanta vita (2013; finalista Premio Strega), Una storia quasi solo d’amore (2016), Lontano dagli occhi (2019), tutti nel catalogo Feltrinelli e tradotti in diverse lingue europee. Molti suoi libri sono nati da dialoghi: con Antonio Debenedetti, Dacia Maraini, Raffaele La Capria, Antonio Tabucchi, di cui ha curato Viaggi e altri viaggi (Feltrinelli, 2010), e Nanni Moretti. È autore di testi per bambini, fra cui La mucca volante (2014; finalista Premio Strega Ragazze e Ragazzi), e per il teatro. Scrive per “la Repubblica” e per “L’Espresso”.

Lontano dagli occhi di Paolo di Paolo: la trama

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Tre storie diverse, la stessa città – Roma, all’inizio degli anni ottanta – e lo stesso destino: smettere di essere soltanto figli, diventare genitori. Eppure Luciana, Valentina, Cecilia non sono certe di volerlo, si sentono fragili, insofferenti. Così come sono confusi, distanti, presi dai loro sogni i padri. Si può tornare indietro, fare finta di niente, rinunciare a un evento che si impone con prepotenza assoluta?
Luciana lavora in un giornale che sta per chiudere. Corre, è sempre in ritardo, l’uomo che ama è lontano, lei lo chiama l’Irlandese per via dei capelli rossi.


Valentina ha diciassette anni, va alle superiori ed è convinta che da grande farà la psicologa. Appena si è accorta di essere incinta, ha smesso di parlare con Ermes, il ragazzo con cui è stata per qualche mese e che adesso fa l’indifferente, ma forse è solo una maschera.
Cecilia vive fra una casa occupata e la strada, porta un caschetto rosa e tiene al guinzaglio un cane. Una sera torna da Gaetano, alla tavola calda in cui lavora: non vuole nulla da lui, se non un ultimo favore.
A osservarli c’è lo sguardo partecipe di un io che li segue nel tempo cruciale della trasformazione.

Un giro di pochi mesi, una primavera che diventa estate. Tra bandiere che sventolano festose, manifesti elettorali che sbiadiscono al sole e volantini che parlano di una ragazza scomparsa, le speranze italiane somigliano a inganni. Poi ecco che una nuova vita arriva e qualcosa si svela.

Lontano dagli occhi di Paolo di Paolo: la recensione

Fare il genitore è il mestiere più difficile del mondo.

Aprire con questa frase che negli anni è tornata più volte nella mia vita questa recensione mi sembrava l’ideale.

Nessuno insegna come crescere un figlio, si va a tentativi, si cerca di non sbagliare, di non commettere gli stessi errori dei propri genitori. Eppure da figlia vi svelo che non è facile nemmeno essere dall’altra parte! Non è facile essere un qualcosa di predefinito: sorella, fidanzata, fratello, fidanzato, nonno, nonna, zia, cugino, cugina, zio… Quando ci sono di mezzo i sentimenti tutto diventa oscuro eppure Paolo di Paolo gli dà tanto colore in questo romanzo.

L’autore descrive la vita che arriva come uno spartiacque tra il prima e il dopo, tra l’essere se stessi e avere delle responsabilità, dal ricevere amore incondizionato a darlo. È un passaggio che non tutti fanno, che non tutti sono disposti a vivere: non si nasce genitori, non si diventa da un giorno all’altro. Ci si mette in discussione, si sente qualcosa alla bocca dello stomaco e tutto ha senso davvero.

Paolo di Paolo ci insegna che si siamo tutti figli con mille domande ma quando si diventa genitori si trova un senso a quello che si è fatto fin lì.

Una prosa elegante, dolce a tratti cronaca che ci porta alla fine degli anni Ottanta in una Roma in cui si pagava ancora con le lire e che vedeva l’opinione pubblica sul chi va là e ancora scossa dal rapimento di Emanuela Orlandi.

Pubblico

Consiglio questo libro a chi si dimentica che spesso è la vita a scegliere per noi.

Della stessa casa editrice vi consiglio Il mio anno di riposo e di oblio.

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Tra carboidrati, maschere idranti e letture le mie avventure avvengono. Un po' ve le racconto qui insieme a dosi massicce di caffè! Divoratrice di libri, dipendente da serie tv e film. Petulante agonistica e polemica per necessità.

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