La famosa invasione degli orsi in Sicilia - il film, Lorenzo Matteotti, Toni Servillo, Antonio Albanese, Linda Caridi, Corrado Guzzati, Roberto Ciufoli, Andrea Camilleri, Dino Buzzati, Mondadori, MIB distribuzione, Festival di Roma, Festival di Lucca,
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La famosa invasione degli orsi in Sicilia – Il Film

Da domani in tutti i cinema arriverà La famosa invasione degli orsi in Sicilia – Il Film. Tratto dal racconto di Dino Buzzati. La regia è di Lorenzo Mattotti, fumettista e illustratore, che esordisce alla regia.

Ha una durata di 82 minuti ed è distribuito da BIM Distribuzione.

Ringrazio Mondadori per avermi permesso di vederlo in anteprima lunedì con il regista in sala.

La famosa invasione degli orsi in Sicilia - il film, Lorenzo Matteotti, Toni Servillo, Antonio Albanese, Linda Caridi, Corrado Guzzati, Roberto Ciufoli, Andrea Camilleri, Dino Buzzati, Mondadori, MIB distribuzione, Festival di Roma, Festival di Lucca,

La famosa invasione degli orsi in Sicilia – Il Film: trama

La famosa invasione degli orsi in Sicilia segue la storia di Leonzio, il Grande Re degli orsi, che cercando il figlio da tempo perduto e di sopravvivere al freddo di un terribile inverno, decide di condurre il suo popolo dalle montagne fino alla pianura abitata dagli uomini. Grazie al suo esercito e all’aiuto di un mago, riuscirà a sconfiggere il malvagio Granduca e a trovare finalmente il figlio Tonio. Ben presto, però, Re Leonzio si renderà conto che gli orsi non sono fatti per vivere nella terra degli uomini.

La famosa invasione degli orsi in Sicilia – Il Film: cast

Il film è stato premiato a Roma Film Festival e coloro che danno le voci ai personaggi sono Toni Servillo (Leonzio), Antonio Albanese (Gedeone), Linda Caridi (Almerina), Corrado Guzzanti (Salnitro), Roberto Ciufoli (Babbone), Andrea Camilleri (Vecchio Orso), Corrado Invernizzi (Il Granduca) e Alberto Boubakar Malanchino (Tonio).

La famosa invasione degli orsi in Sicilia – Il Film: recensione

Un film d’animazione che parla ai piccoli ma soprattutto agli adulti. I temi delle inclusioni, dei pregiudizi, delle differenze sociali sono palpabili così come lo è lo stile unico di Buzzati. La storia non viene snaturata per strizzare l’occhio al grande pubblico anzi, viene resa in modo che il grande pubblico si innamori di Buzzati proprio come è successo al regista. Molti i riferimenti in scena all’autore: guardando i quadri dei palazzi vi renderete conto che non sono altro che le copertine storiche delle opere dell’autore.

Complimenti alla fotografia, ai disegnatori: tutto è curato e ha uno stile unico e inimitabile che si pone nel mezzo tra i cartoni con cui sono cresciuta io e quelli oggi fatti interamente al computer.

Mi ha emozionata, commossa, fatta arrabbiare e soprattutto mi ha ricordato che tanto si disprezza qualcuno che si rischia di diventare come lui.

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Tra carboidrati, maschere idranti e letture le mie avventure avvengono. Un po' ve le racconto qui insieme a dosi massicce di caffè! Divoratrice di libri, dipendente da serie tv e film. Petulante agonistica e polemica per necessità.

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