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La paura di me

La paura di me l’ho conosciuta tanto tempo fa quando tutto mi sembrava nero ed ero arrabbiatissima col mondo. Ho scoperto la paura di me quando preferivo pensare ai problemi degli altri che ai miei.

C’è stato un tempo in cui ero presente sempre per tutti, in cui mi buttavo nei problemi degli altri per non pensare ai miei. Ero costantemente a disposizione e non mi rendevo conto di quante volte le persone mi abbiano usata.

Poi qualcosa si è rotto, non so dirvi il momento esatto, ma ho smesso di pensare agli altri e ho iniziato a pensare a me. Ho iniziato a mettere me stessa prima di tutto e tutti. Da lì è stata una discesa splendida, ho vissuto davvero. Ho scoperto quali fossero i miei limiti e li ho superati, ho ballato, ho cantato (malissimo, ma questo è un altro discorso). Ero viva. Poi l’amore, quello vero? Non lo so, fatto sta che mi sono innamorata, ho vissuto al meglio quel sentimento, l’ho inseguito, protetto, costruito, plasmato. Nel farlo però mi sono persa. Ho perso un po’ di me per piacere a una persona che non era quello che pensavo.

Poi la vita è strana: ti mette davanti a una scelta, sbagli e te la ripropone in modo più violento, più struggente ma allo stesso tempo più necessario. Allora ho preso il coraggio a due mani, ho raccolto i pezzi del cuore, dello stomaco, del fegato e me ne sono andata. Ci ho messo un po’, non ho avuto la forza di piangere. Non avevo la forza di ammettere a me stessa che avrei dovuto chiudere prima. Non riuscivo.

Però lì, in mezzo alle macerie ho scoperto che la paura di me era diventata la mia forza. Ho scoperto che l’unico giudizio che temevo veramente era il mio. Mi sono ritrovata in un mondo lavorativo nuovo, ho ritrovato le amicizie che pensavo fossero andate perse. Mi sono scoperta bella, generosa, forte, sensibile.

Poi la quarantena e quelle paure sono tornate, hanno bussato e si sono sedute accanto a me. Sono state lì in tutte le notti insonni, in tutti i miei momenti sul balcone a guardare il cielo sperando di uscire presto. Erano lì accanto a me anche quando ho iniziato a scrivere in quella strana chat di twitch. È strana la vita: tu sei lì nel mezzo di una pandemia mondiale con tanto di quel lavoro che vorresti sdoppiarti o fingerti morta, stai rimettendo insieme i pezzi, quello che restava da sistemare…ed ecco che arrivano dei nick name, arrivano dei “GG”, arrivano degli articoli, arrivano persone squisite. Arrivano dei ragazzi pieni di vita, più piccoli di me sì, ma che ti trascinano nel loro mondo e ogni tanto ti aiutano a staccare la spina, a toglierti i vestiti da lavoro.

Li incontri virtualmente e ti danno più soddisfazioni loro che un anno di progetti con una persona che provava a cambiarti giorno dopo giorno. Arrivano e da dover fare delle ricerche per lavoro ti trovi in una chat piena di matti e lì anche le tue paure ridono.

Quelle paure saranno con voi sempre, le avvertirete ma ci saranno momenti come ad esempio ad un tavolo di un bar con le vostre migliori amiche, nell’abbraccio dei nonni, nello sguardo fiero di vostra madre che spariranno, saranno piccoli punti in lontananza.

Non è buttandosi nei problemi degli altri che i nostri spariranno. Non è fingendo che tutto va bene che tutto andrà bene. No. La vita aspetta che voi vi prendiate cura di voi stessi, aspetta che accettiate le vostre imperfezioni e vi stupirà con strani personaggi dal cuore d’oro.

Social Media Manager e Copywriter. Credo nel potere della skincare, dei libri, dei carboidrati e della musica.

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