Diario di bordo, confessioni, diario, Blog, mi racconto, Storie di vita,

Sentirsi soli

Non ho mai davvero riflettuto sul sentirsi soli. Ho sempre visto la scrittura come la mia forma di accettazione. Io accetto quello che scrivo e lascio il dolore lì, passa. Ho sempre pensato che avere qualcuno affianco facesse sì che la mia scrittura non fosse necessaria. Quanto mi sbagliavo.

Per i primi tre anni di questo blog non sono riuscita a raccontarmi veramente. Ero bloccata. Riuscivo a riempire moleskine con le storie degli altri, con quei personaggi che venivano a trovarmi. Ma di me non riuscivo a raccontare nulla. Trovavo me stessa nelle mie letture ma non riuscivo a tirarmi fuori. Poi in questa quarantena è nato Diario di bordo…il resto lo sapete.

Ero in un limbo che pensavo fosse felicità. Ero in un tunnel che ho deciso inconsciamente di arredare. Non so come io abbia potuto pensare di aver trovato la felicità. Ho capito però che spesso chiamiamo felicità quello che vorremmo lo fosse. Pensi di crescere passo, passo con una persona ma in realtà non vedi che le vostre strade si stanno dividendo, perchè farebbe troppo male, più di chiudere.

In questi tre anni ero sola. Fingevo con me stessa. Questa è forse la cosa peggiore. Mi sentivo sola e non lo ammettevo. Ero sola e non lo capivo. L’ho capito in questa quarantena quando sola non mi sono mai sentita. Mi sono sentita circondata d’amore nonostante avesse forme, nomi e modi diversi. Prima non capivo la differenza tra sentirsi soli, essere soli e stare bene da soli.

Ora lo so.

Consapevolezza: sentirsi soli

Lo so perchè avevo sempre qualcuno con cui farmi forza, con cui parlare e prendere un caffè, anche se virtuale. Nei tre anni passati invece mi facevo forza da sola perchè anche se credevo di avere qualcuno al mio fianco, io ero sola con me stessa. Dovevo sempre contare solo su di me. Ora no. Ora mi sono resa conto di avere un villaggio intorno. Ho chi mi prende a calci quando ne ho bisogno, chi mi ispira, chi mi manda abbracci che arrivano al cuore e in questa quarantena mi sono resa conto di avere una community attenta, premurosa e attiva. Piccolina ma di qualità. Ho visto che non ero sola. Non lo ero mai stata semplicemente non sapevo guardare quello che avevo intorno.
Sentirsi soli fa paura. Fa paura perchè vuol dire fare i conti con i nostri demoni, con le nostre fragilità. Quando sei sola non hai nessuno a cui dare la colpa, devi prendertela.

Questo ritorno alla normalità mi ha vista diversa, mi ha vista più forte sicuramente, più consapevole e soprattutto mi ha fatto capire quanto io non sia più sola. Sono immensamente circondata d’amore. Grazie.

Social Media Manager e Copywriter. Credo nel potere della skincare, dei libri, dei carboidrati e della musica.

Rispondi

%d blogger hanno fatto clic su Mi Piace per questo: